L’arte per aiutare Genova: i dipinti sulle saracinesche

2018-11-12T21:44:46+00:0012 Nov 2018|

di Luana Rossini

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Sed habet ubi se etiam in priuato laxe explicet magnus animus (….) Nec enim is solus rei publicae prodest, qui candidatos extrahit et tuetur reos et de pace belloque censet; sed qui iuuentutem exhortatur, qui in tanta bonorum praeceptorum inopia uirtutem insinuat animis (…): in priuato publicum negotium agit.

(Ma un animo grande ha modo di dar ampia prova di sé anche nel privato (…) infatti non si rivela utile allo stato solo chi promuove i candidati e difende gli imputati o decide della pace e della guerra, ma anche chi esorta i giovani, chi in tanta carenza di buoni maestri infonde la virtù negli animi (…): costui svolge nel privato un compito di ordine pubblico.)

L.A. Seneca – De Tranquillitate animi (50 d.C. circa)

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Credo che questo breve estratto da una delle opere di Seneca ben descriva, dopo quasi duemila anni, parte della filosofia del DLF e di chi decide di farne parte.

Oggi, nel momento dell’emergenza dovuta al crollo del Ponte Morandi, ciò che muove soprattutto i genovesi che abitano nelle zone più colpite, non sono solo la solidarietà, la tristezza, la rabbia ma il fatto che si sia innescato un meraviglioso processo fatto di idee, di volontà di fare, di aiutare nel concreto. E questo avviene in maniera ancora più forte quando le istituzioni sembrano (o sono) carenti.

Domenica 23 settembre, in via Buranello, l’Associazione “Sampierdarena e le donne” (di cui sono vicepresidente) ha concluso il progetto della pitturazione delle saracinesche grazie alla mobilitazione di molti artisti genovesi e non (alcuni sono arrivati a Genova da altre città e regioni), progetto che era partito qualche tempo fa grazie alla collaborazione col Teatro dell’Archivolto, RFI e col Patrocinio del Municipio Centro Ovest. La presidente del DLF Rosaria Augello è stata nostra ospite perché, durante l’ultimo direttivo del DLF, viaggiando insieme da Sampierdarena a Rivarolo (e viceversa) toccando con mano un disagio che giornalmente tocca centinaia di persone, abbiamo deciso di fare qualcosa insieme. Gli artisti hanno accettato sin da subito di aiutare Certosa, la zona subito dopo il ponte già interdetta al traffico se non per i residenti, dove i commercianti stanno vivendo una crisi mai vista e lo vogliono fare portando la loro arte e i loro colori così come hanno fatto per via Buranello, che è diventata una vera e propria galleria d’Arte.

Ecco perché l’esordio con Seneca. Perché ogni buon cittadino, per essere tale, deve sapersi prendere cura della propria città (della res publica) a prescindere dal fatto che, per poterlo fare, occorra far parte della vita politica all’interno delle istituzioni. Noi, nel nostro privato, abbiamo svolto un compito di ordine pubblico perché ciò che abbiamo realizzato è sotto gli occhi di tutti. Dalle pagine di “Superba” e, probabilmente, anche da quelle che si occupano di informazione locale, vi aggiorneremo sui nostri prossimi progetti in modo che ognuno di noi possa dare il suo personale contributo.