Progetto Scuola-Ferrovia: un intenso anno scolastico con il DLF in classe (FOTO)

2018-07-09T14:39:09+00:009 Lug 2018|

di Angelo Malaspina

A Genova abbiamo cominciato l’attività con le scuole nel 2013, il gruppo dei soci che fin dall’inizio hanno aderito all’iniziativa era tutto di provenienza RFI e in particolare dal mondo dell’infrastruttura, proprio per spiegare questa ci siamo proposti alle scuole. Da allora le richieste di interventi in aula e di visite agli impianti ferroviari sono stati veramente tanti, migliaia sono stati gli studenti che abbiamo avuto davanti provenienti da tante scuole a partire dalle elementari fino agli ultimi anni delle superiori tecniche.

L’impegno sia organizzativo che davanti agli studenti è stato grande, ma tanta è stata anche la soddisfazione per i ritorni d’immagine che abbiamo avuto.

Ma parliamo di quest’anno scolastico appena concluso, il 2017-2018: l’attività con le scuole ha superato ogni aspettativa; abbiamo spiegato “il treno e la ferrovia” sotto molteplici aspetti, da quello sociale e storico a quello tecnico a più di mille studenti; mentre le classi delle scuole primarie di primo e secondo grado che abbiamo incontrato erano in numero pressoché uguale agli anni precedenti, abbiamo soddisfatto invece molte più richieste dalle scuole superiori.

Gli Istituti Tecnici infatti ci hanno chiamato per relazioni in aula su argomenti relativi a nuove tecnologie ferroviarie e a visite ad impianti; le classi interessate sono state quasi sempre quelle dell’ultimo triennio, ciò ha permesso alle scuole di considerare gli incontri come “Alternanza” secondo le ultime direttive del MIUR.

Solamente nel centro di controllo SCC di Genova Teglia abbiamo guidato visite per circa 400 studenti con un impegno nostro di circa 200 ore suddivise su quattro relatori. Numerose sono state anche le visite agli impianti ACEI, Sottostazioni Elettriche di Genova e della Riviera ligure.

Più in dettaglio gli argomenti portati nelle scuole superiori sono stati quelli relativi all’introduzione della logica programmata nel controllo e la gestione del traffico ferroviario, temi che sono stati particolarmente apprezzati dalle specializzazioni elettroniche ed informatiche e meccaniche; spiegare ciò è stato possibile grazie dalla fattiva collaborazione nel gruppo dei relatori di nuovi “colleghi” di provenienza Direzione Tecnica che hanno partecipato alla progettazione e realizzazione di importanti impianti tecnologici a livello nazionale.

La diffusione di questo know how tra i giovani è stato apprezzato anche da RFI in quanto, come risulta dalla nota del Direttore di Genova, la nostra attività ha contribuito a dare ai giovani un’informazione sul livello tecnologico ferroviario, che nessuno prima aveva dato loro e a destare il desiderio di venire a lavorare in questo settore; ciò è importante sia perché il mondo ferroviario ha bisogno di giovano preparati sia perché vi sono aree geografiche ove sembra strano ma vi sono poche richieste rispetto alle necessità.

Abbiamo differenziato i programmi per le superiori a seconda delle specializzazioni incontrate: informatica, elettronica, elettrotecnica i e meccanica; per quanto riguarda i temi che abbiamo proposto alle elementari e alle medie abbiamo arricchito le presentazioni con argomenti storici e  riferimenti ai territori ove siamo andati a spiegare.

Con tutte le scuole abbiamo spiegato, con livelli diversi a seconda dell’età dei ragazzi che ci siamo trovati di fronte, l’aspetto ecologico del mezzo treno il più delle volte poco valutato dai giovani, questo perché abbiamo ritenuto fondamentale sensibilizzarli al rispetto per l’ambiente argomento non sempre
abbastanza sottolineato a scuola.

Oltre che parlare di “treno-ferrovia” abbiamo cercato di passare agli studenti concetti più generali su aspetti del mondo del lavoro, con particolare riferimento a quelli della sicurezza, anche con riferimenti storici e aspetti comportamentali che hanno destato particolare interesse ai docenti che avevamo davanti.

Ci siamo convinti che nel nostro piccolo siamo riusciti spesso a destare nei giovani quell’istinto di curiosità nella ricerca “dei perché” di tutto quello che hanno intorno, istinto che nelle nuove leve distratte dai social viene spesso a mancare.