“Se non dovessi tornare” di Roberto Scanarotti: quando il treno mostra il suo potenziale narrativo

2018-04-04T01:32:29+00:001 Apr 2018|

di Valentina Bocchino

Un viaggio in treno per ritrovare la figlia, per pensare a una vita giunta al termine, per fare uno di quegli incontri inaspettati e fortunati che forse solo sullo stesso vagone si possono fare.

Inizia su un treno – e ruota intorno al tema del viaggio – “Se non dovessi tornare” di Roberto Scanarotti, edito da Nuova Narrativa Italiana. E forse questo romanzo non potrebbe cominciare diversamente. Scanarotti, giornalista e scrittore, dopo aver lavorato per 40 anni per FS ed essere stato socio del Dopolavoro Ferroviario di Genova, ha la ferrovia ancora nel cuore.

Il potenziale narrativo del treno

«Il treno per me è luogo di conoscenze, incontri, scambi e viaggi anche interiori – spiega Scanarotti -. Conosco il potenziale narrativo del treno, e nel libro si può intravedere un forte legame con le mie esperienze vissute sul lavoro» spiega.

E quale luogo migliore del treno per osservare i passeggeri e provare a immaginare le loro vite, le loro destinazioni, i loro pensieri? «Nutro un profondo interesse per le storie di vita in generale – continua Scanarotti – ognuno di noi potenzialmente si porta dentro il proprio romanzo personale».

L’autore

Scanarotti – che da anni si occupa di narrativa autobiografica e biografica, anche organizzando laboratori di scrittura a Roma – dopo saggi, raccolte di testimonianze e racconti, si è cimentato per la prima volta nella stesura di un romanzo breve. Lasciato il lavoro nelle ferrovie, ha infatti sentito il bisogno di utilizzare la scrittura come strumento di conoscenza: «Prima ho raccolto e pubblicato le storie degli anziani del quartiere in cui vivo nell’ambito di un progetto patrocinato dal mio Municipio – spiega – poi ho avuto altre esperienze simili, tutte sfociate nella scrittura di libri. Parallelamente ho iniziato a frequentare la Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari. Cosa ho ricavato da queste esperienze? La bellezza: sono diventato un raccoglitore di storie di vita, un’attività a cui assegno un grande valore sociale in quanto è un’occasione per conoscere e divulgare mondi di cui prima sapevamo poco».

Il legame con Genova

Anche se l’autore vive a Roma da anni, il suo legame con Genova è sempre vivo. E infatti il treno da cui parte la storia di “Se non dovessi tornare” viaggia sulla linea Genova-Roma: «Conosco bene questa tratta, l’ho percorsa tante volte – spiega – e se il protagonista parte da Torino, quando il treno ferma a Genova faccio entrare in scena Clelia, personaggio importantissimo». 

Il tema centrale: il rapporto genitori-figli

Il tema del libro è il viaggio, anche e soprattutto interiore, alla ricerca di un equilibrio nel rapporto tra genitori e figli. «È una tematica importantissima – dice l’autore – che ci segna e ci forma, è un aspetto della nostra esistenza verso il quale continuo a essere interessato. Personalmente, credo che sia un rapporto a cui dare anche diverse risposte nel tempo».

Ma non solo: «Nel libro si trova anche il tema della natura umana che ci porta a chiuderci di fronte a determinate situazioni, a cercare di barricarci dietro maschere che ci proteggono, ma che sostanzialmente ci bloccano. Il rimedio si trova quando ci rimette in gioco, ma non sempre è così facile: al protagonista del mio libro è dovuta arrivare una notizia drammatica per convincerlo a rimettersi alla ricerca della figlia, con cui aveva tagliato i ponti da anni».

“Se non dovessi tornare”: la trama

Autunno del 1999. Al professore di lettere Aurelio Serra restano sei mesi di vita e una cosa importante da fare: rivedere la figlia Lea, che ha allontanato da anni, responsabile della morte della moglie Laura in un incidente stradale.

Da sempre scorbutico, misantropo e intransigente, Aurelio affronta un lungo viaggio in treno da Torino a Salerno, dove conosce Clelia, una donna affabile e intensa, in visita all’amica Anna, che riesce a conquistare la sua attenzione e a indurlo finalmente a confidarsi.

Ma sullo stesso treno viaggia per caso anche Ennio, il marito di Lea, che ha un conto ancora in sospeso con il professore.

Tra personaggi indimenticabili, rivelazioni inattese, situazioni impreviste e una trama degna di un thriller, un formidabile e commovente romanzo sull’amicizia e sull’importanza di perdonare se stessi e gli altri.

il libro è disponibile in formato e-book ed è acquistabile su nuovanarrativaitaliana.it.