L’editoriale: 10 punti per il nostro amato DLF

2018-02-25T13:31:58+00:0025 Feb 2018|

di Alessandro Cabella

 Scusate, per esigenze di forza maggiore, sono diventato editorialista; ammetto che sono un editorialista rudimentale, abbozzato e non ben definito, cercherò di esprimermi al meglio per non sfigurare. Compilo questo importante articolo per i Soci del Dopolavoro con soddisfazione, non mi costa fatica, perché lo strumento che adopero è la naturalezza, scrivo per i lettori che non mi impongono altro che la sincerità.

Dopo molti anni di Dopolavoro Ferroviario ora il mio obiettivo è soprattutto quello di trasferire ai più giovani la mia esperienza incrementando così le loro opportunità, aprire una finestra affinché possano vedere e comprendere che cos’è il DLF e di che cosa si occupa. I giovani che si avvicinano al Dopolavoro devono anzitutto sapere che non è un ambiente arcigno e ostile ai nuovi venuti. L’obiettivo è quello di facilitare un ricambio generazionale qualificato e disponibile, recuperare un capitale umano che rappresenterà il fattore strategico dell’Associazione. Valorizzare il ruolo dei giovani ed aiutarli ad inserirsi nell’organico del DLF, dare loro un supporto continuo in questo contesto, che attualmente spinge più ad una contrapposizione fra generazioni, mettendo a rischio la coesione sociale di questo Paese. Il 2018 credo che rappresenti per noi un anno di transizione, che significa accompagnare il processo di cambiamento.

Mi permetto dunque di elencare i punti del programma che ritengo vadano realizzati in primis:

  • Assicurare continuità e supporto a tutte le iniziative che operano con risultati economici positivi; dobbiamo essere dinamici di fronte ad una situazione economica e sociale in continuo divenire. La nostra struttura, nel territorio genovese e non solo, è chiamata a sviluppare sinergie, efficienza, acquisire forza e fiducia nella nostra capacità di tradurre le idee in risultati economici concreti.
  • Alcune situazioni economiche e sociali hanno carattere di urgenza e quindi vanno affrontate senza indugi (ved. Centro Nautico Vesima).
  • Rinnoviamo l’immagine del Dopolavoro Ferroviario, ricostruendo la nostra identità all’interno del Gruppo FS e nei confronti dell’opinione pubblica, mettendo in luce i nostri valori, l’eticità della nostra condotta e le esperienze di successo.
  • Riposizioniamoci e facciamoci ascoltare all’interno del sistema cittadino riconquistando un ruolo da protagonista capace di incidere nelle scelte istituzionali e non solo; lavorando pensando in termini evolutivi più flessibili e attenti alle tendenze in atto.
  • Puntiamo sul nostro welfare (solidarietà) che già viene preso come riferimento da altre associazioni.
  • Torniamo a crescere nei numeri (i Soci) e farci promotori nella qualità della nostra rappresentanza, aprendo a tutti, non solo ferrovieri in servizi o pensionati, ma a frequentatori dei quali molti già ci apprezzano.
  • Qualifichiamo i nostri servizi, primo vettore di proselitismo, partendo dal presupposto che la nostra Associazione deve essere percepita come un bacino di opportunità, di conoscenza, di cultura, di crescita personale e professionale.
  • Sforziamoci di comunicare all’interno del “microcosmo ferroviario” e all’esterno verso i cittadini in modo strutturato ed uniforme.
  • Dedichiamoci all’ascolto reciproco, prestando attenzione alle esigenze degli associati e non solo a quelli. Intercettare le esigenze dei colleghi ed ex colleghi che ancora non fanno parte della nostra “famiglia” del DLF.
  • Modernizziamo il modello organizzativo in modo che sia più partecipativo, premiando le idee migliori e le persone migliori.

Infine ridiamo un supporto significativo al Dopolavoro Nazionale, un organismo composto da rappresentanti autorevoli e capace di attuare scelte fondamentali, che diventi un luogo di sintesi, della sinergia e del rafforzamento dell’azione comune su tutto il territorio. Sono proposte personali, non vorrei essere frainteso, non è una critica all’Associazione, della quale sono fiero ed orgoglioso di fare parte.