“L’ebbrezza lungo il binario” di Vittorio Bagnasco

Era una notte buia e tempestosa…. no…. era un pomeriggio, uno dei soliti pomeriggi che iniziano dopo il pranzo; quel pomeriggio iniziò, come al solito, a mezzogiorno….perchè il pomeriggio all’Ufficio DCO di Genova Rivarolo, per noi del Movimento, iniziava alle 12 e terminava alle 20 a differenza delle stazioni dove il pomeriggio andava dalle 13 alle 21.

Non era un gran piacere essere di turno al DCO perchè si era lontani dalle altre sezioni di
lavoro e perchè si stava da soli; i contatti erano soltanto telefonici e quasi esclusivamente con le cabine ACEI di Principe, Sampierdarena e Ronco; quindi un pomeriggio abbastanza noioso anche se tranquillo malgrado la notevolissima mole del traffico; proprio per la consistenza del traffico, al DCO si utilizzava una diversa formula per il dispaccio di precedenza: anziché “Treno…precede treno…(o treno…) (pressocchè impossibile da compilare data la estrema difficoltà a ricevere notizie precise sui treni merci) si utilizzava la formula: “seguito treno…seguono nell’ordine treni…”).

La tranquillità del lavoro venne turbata verso le ore 14 quando ricevetti una telefonata da
Tortona: “sono il macchinista dell’Intercity…non ne sono sicuro, ma forse ho sfiorato qualcosa o qualcuno fra il Bivio Fegino e S. Quirico…o forse l’ho investito…”.

La giornata non era più sonnacchiosa; avvisai subito Sampierdarena e Principe di non mandare treni (per fortuna era un’ora di calma), poi chiamai il personale della Lavori per effettuare un sopralluogo sulla tratta, dopo ancora chiamai anche Ronco di avvisarmi prima di inviare un treno (erano interessati i treni pari ma era necessario sapere in tempo reale anche quelli in discesa verso Genova e infine avvisai il Coordinatore.

Da Campasso si mosse, a bordo del carrello, la squadra Lavori col capo tecnico “la segnalazione l’ho avuta dal macchinista dell’intercity ma questo circa quaranta minuti fa;
dopo è passato un altro treno che non ha segnalato nulla” dissi al capo tecnico.

“Sarà allora qualche animale a spasso…noi siamo qui al segnale…dimmi quando possiamo
andare”.

“Guarda, blocco l’istradamento…..dai un’occhiata anche sul binario di sinistra…treni non ce ne sono…ecco, puoi andare”.

Era tutto fermo; circolavano solo i pochi treni previsti sulla Busalla e sulla Ovada; d’accordo con il Coordinatore, fu dirottato sulla Busalla un diretto che stava giungendo a Ronco così che la squadra in ricognizione non fosse disturbata nella ricognizione. Passò così, circa, un quarto d’ora e io avevo cominciato a scrivere il rapporto quando mi chiamò il carrello:
“Siamo al Bivio, non c’è nulla….non abbiamo trovato nulla…ti do il fonogramma..sei pronto?”

Ricevuto il messaggio e rientrato il carrello dal Bivio per Campasso, avvisai le stazioni e poi il Coordinatore e terminai il rapporto. Passarono così anche i treni in discesa; la circolazione era ripresa con qualche treno in più per via della sosta forzata. Erano passati circa due ore quando ricevetti l’ennesima telefonata, questa volta dal Dirigente Movimento di Sestri Ponente: “Ciao, ti passo il macchinista del 50…….. pronto, sono il macchinista del 50….. fra San Quirico e il Bivio credo di aver urtato contro qualcosa …l’avrò sfiorato… ma qualcosa è stato…”.

Richiamai immediatamente il capo tecnico dei Lavori: “Guarda, preparati ad uscire nuovamente perchè il macchinista di un treno merci mi ha chiamato da Sestri e mi ha detto di aver investito o strisciato qualcosa…sempre fra Bivio e San Quirico…stavolta sul binario dispari…”.

Riavvisai le stazioni; anche ora fui fortunato, nel senso che vi era un buon intervallo di tempo prima che si presentasse un treno viaggiatori (i treni merci erano già stati, immediatamente fermati dalle stazioni); in pochi minuti il carrello era di nuovo al segnale, ma questa fu istradato sul binario dei treni dispari, verso San Quirico.

Mentre parlavo con Principe per far prescrivere al treno che partiva da Brignole e diretto a
Milano, di emettere ripetuti fischi fra Bivio Fegino e San Quirico per presenza di operai sul
binario dei treni dispari, ricevetti la telefonata dal selettivo, era il Capo Tecnico:

“Principe, stai lì, forse ho qualche notizia…”

“Mi senti?”….

”Sì, dimmi”….

”Guarda, l’abbiamo trovato….è lì, in una specie di cunetta, è vivo, è come intontito, ma è tutto ubriaco…lo carichiamo sul carrello e rientriamo…”

Sono passati quasi quaranta anni, forse il registro dei rapporti sarà andato al macero, (il DCO venne disattivato agli inizi del marzo 1982 per cedere il passo al CTC) per cui il rapporto non potrà più essere letto; forse sarà andato distrutto anche il registro del Pronto Soccorso dell’Ospedale Celesia di Rivarolo dove venne ricoverata la persona soccorsa e salvata dai ferrovieri (questo adesso lo possiamo sostenere), ma ricordo ancora che l’Ospedale riferì al Capo Ufficio che la persona, pur presentando qualche escoriazione, essenzialmente era stata ricoverata solo per smaltire la sbornia.

Vittorio Bagnasco

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Il Gruppo Scrittori del DLF è composto da ferrovieri accomunati dalla passione per la scrittura: ricordi, pensieri, racconti, storie di ferrovia, fantasia e vita vissuta, e tutto ciò che può finire su un foglio, un quaderno, un software di scrittura o un taccuino.