Il Treno nella Storia: treni nelle antiche stampe  

di Marco Galaverna

Lo scorso 7 novembre si è aperta al pubblico, negli eleganti locali della Biblioteca Universitaria di Genova, ex Hotel Colombia, di fronte all’ingresso principale della stazione di Genova Piazza Principe, la mostra “Sulle strade ferrate: Torino – Genova 1853 nelle vedute di Carlo Bossoli”. Ivi era esposta una serie di litografie a colori raffigurante vari scorci della ferrovia Torino – Genova, ripresi nell’anno dell’inaugurazione. Si potevano inoltre vedere documenti, libri e carte geografiche, relativi a studi e progetti che a metà dell’Ottocento e nei decenni successivi furono sviluppati con l’obiettivo di realizzare un efficiente sistema di trasporti nel Regno di Sardegna e nelle regioni confinanti.

Carlo Bossoli (Lugano 1815 – Torino 1884) fu un pittore che viaggiò a lungo fra i Paesi europei, Asia Minore e Marocco, come “vedutista reporter”, acquistando una buona fama, soprattutto in Inghilterra, grazie alle raffigurazioni di panorami e scene di guerra, nelle quali l’esattezza dei particolari si univa a una percezione tardo-romantica dei paesaggi naturali. Dal ministro Paleocapa del Regno Sabaudo ricevette l’incarico di immortalare in sedici tavole la costruzione della ferrovia Torino – Genova che, per il piccolo Stato subalpino, era un’opera di grande rilevanza. Bossoli produsse una serie di sedici dipinti a tempera da cui furono ricavate litografie edite la prima volta a Londra nel 1853, sotto il titolo sotto il titolo Views of the railway between Turin and Genoa.

Le vedute ritraggono alcuni ponti ferroviari, come quello sul Po presso Moncalieri, quello sul Tanaro poco fuori Alessandria e quello stupendo di Prarolo, sullo Scrivia, nonché l’ingresso di alcune gallerie (Giovi, Villavecchia), stazioni, come quella di Novi Ligure, e altri punti caratteristici del percorso.

In generale, gli aspetti più propriamente tecnici degli impianti ferroviari vi sono rappresentati con precisione mentre il contorno paesaggistico è interpretato con maggiore libertà: lo possiamo constatare prendendo ad esempio le due tavole di ambientazione genovese.

La “Veduta di Sampierdarena dalla strada per la Coronata, con la ferrovia Genova – Torino” (Collezione topografica del Comune di Genova, inv. n. 1424) mostra il primitivo tracciato dei binari lungo il Polcevera, la “Linea Bastioni”, lungo il quale non si scorge la stazione di Sampierdarena; l’imbocco della galleria sotto le Mura degli Angeli (oggi galleria San Lazzaro Alta) è riconoscibile ma pare al culmine di un tratto in salita che non corrisponde alla realtà. Nella “Veduta della ferrovia Genova – Torino all’altezza di villa Rosazza” (Collezione topografica del Comune di Genova, inv. n. 1423) sono riprodotti con esattezza i binari in uscita dalla galleria San Lazzaro in direzione di Piazza Principe e gli edifici ai lati, in parte riconoscibili e ancor oggi esistenti, ma le montagne sullo sfondo sono di fantasia. Queste vedute sono pubblicate pure nel volume [1].

Le stampe in esposizione, invece, facevano parte degli arredi della villa Erizzo di Montespineto, legata al romanzo “Il regalo del Mandrogno” di Pierluigi ed Ettore Erizzo, e sono poi passate alla proprietà di Roberto Almagioni; nei mesi scorsi erano già state esposte presso la Biblioteca Comunale di Serravalle Scrivia. Altre copie si possono vedere all’interno del palazzo di via Andrea Doria che ospita gli uffici ferroviari della ex Direzione Compartimentale FS.

La mostra della Biblioteca Universitaria ha offerto altresì l’occasione di trattare i temi del rapporto fra il treno, le arti figurative e la letteratura.

William Turner (Londra, 1775 – 1851) è forse il primo grande artista a portare sulla tela il fascino del treno, nell’opera Pioggia, vapore e velocità. Le grandi tettoie delle stazioni parigine, sotto le quali il fumo delle locomotive si confonde col grigio del cielo vivono invece nei dipinti degli impressionisti come Monet. Viene da osservare che i treni protagonisti nella pittura dell’Otto e del Novecento sono tutti treni a vapore: il treno a trazione elettrica, probabilmente, non ha destato lo stesso interesse negli occhi degli artisti o si è imposto, nell’immaginario comune, in un’epoca in cui la pittura figurativa aveva già ceduto il passo ad altri generi. Persino i futuristi, puntando a una sintesi fra arte e progresso tecnologico, nel riprodurre il mito della velocità guardarono alla locomotiva a vapore e anche nella pittura metafisica di De Chirico la sagoma nera che fa capolino fra gli edifici è quella inconfondibile di un fumaiolo.

Col cinema il treno ha un rapporto privilegiato, che risale al 1895 per merito dei fratelli Lumière. Sono rari i film in cui il mondo della ferrovia è il vero protagonista: vengono in mente L’angelo del male di Renoir (1938), tratto dal romanzo La bestia umana di Zola, Il treno di Frankenheimer (1964) e, più vicino a noi, La stazione di Sergio Rubini (1990). Molte, di contro, le pellicole in cui treni e stazioni fanno da sfondo alle vicende narrate sullo schermo. Nella letteratura, allorché il viaggio in treno diventa nel Novecento un’esperienza comune, la ferrovia è variamente rappresentata. Nei poeti dell’Ottocento, invece, il treno è ancora un fattore di innovazione, percepito in chiave talora positiva e talora negativa, persino da uno stesso autore: emblematiche sono le interpretazioni carducciane, temi che, per brevità, dobbiamo rimandare ad altre puntate di questa rubrica.

[1] “Genova nelle vecchie stampe”, a cura della Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, Sagep, 1970.

Le foto dell’inaugurazione della mostra:


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Marco Galaverna

Nato a Genova nel 1963, si è laureato in Ingegneria Elettronica presso l’Università degli Studi di Genova e presso il medesimo ateneo ha conseguito il Dottorato in Ingegneria Elettrotecnica. Dal 1989 fornisce supporto presso la stessa Università alle attività didattiche per diversi corsi attinenti all’Ingegneria dei Trasporti. Socio dal 1990 del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani (C.I.F.I.) è stato Delegato della Sezione di Genova di tale Collegio dal 1998 al 2006. È autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche nel campo dell’Ingegneria dei Trasporti e del libro “Tecnologie dei trasporti e territorio” insieme al Prof. Giuseppe Sciutto. Dal 1992 è docente di Elettronica e materie affini presso l’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore Einaudi-Casaregis-Galilei di Genova.