Editoriale: una “fiaba” di Natale per rappresentare il DLF

2017-11-14T14:18:55+00:0014 Nov 2017|

di Rosaria Augello, presidente DLF Genova

C‘era una volta una famiglia formata da padre (sindacato), madre (ferrovia) e dal loro figlio, il DLF. Questo figlio cresciuto con amore dimostrò subito di possedere un grande talento e insieme ai suoi numerosi fratelli (DLF territoriali) si prodigò nell’assistenza alle famiglie e nella gestione dello sport e della cultura nei luoghi messi a disposizione dalla loro madre. Era così capace e famoso che ottenne lo specifico riconoscimento del Ministero degli Interni riservato agli Enti nazionali con finalità socio-assistenziali.

Passarono gli anni e tanti altri piccoli Dlf crebbero tra attività culturali e ludiche, incentivando lo sport, proponendo vacanze, anzi erano proprio loro, da soli, a costruire gli impianti sportivi, i cinema, i luoghi dove riunirsi. La Befana portava giocattoli e a Natale si mangiava tutti insieme il panettone. Che meraviglia! L’entusiasmo era alle stelle.

Ma un brutto giorno la madre se ne andò lasciando il posto a più moderne e spigliate figure quali Grandi Stazioni, RFI, Treni Italia, Holding, Ferservizi, Cento Stazioni, Cargo ecc. ecc. Anche i padri si moltiplicarono (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Orsa, Fast). Tutto cambiò: i DLF erano diventati adulti!

Dovevano imparare a mantenersi autonomamente senza la presenza rassicurante di “mamma e papà”. Certamente sempre ci sarebbe stata una spalla su cui piangere, una carezza, un abbraccio, magari anche qualche aiuto concreto, giusto per le strette necessità. Da quel momento in poi dovevano fare da soli. Fra i tanti fratelli ce n’era uno: DLF Genova, che come gli altri aveva vissuto una giovinezza spensierata ma l’evoluzione organizzativa della famiglia e la caratteristica anomala nel panorama delle Organizzazioni del Tempo Libero del mondo del Lavoro (DLF è una Associazione e non un Cral), l’inarrestabile susseguirsi dei cambiamenti, la crisi economica, imposero al giovane DLF Genova un’assunzione di responsabilità ed un impegno tutto particolare: rispondere del proprio operato.

Così, sul finire dell’anno del 2008, trovandosi a far fronte a scelte drastiche decise di cambiare casa per l’altissimo costo del canone d’affitto richiesto da Grandi Stazioni (260.000 euro all’anno!).

Da allora è passato quasi un decennio, lungo, travagliato, faticosissimo. Quasi senza accorgersene il giovane DLF Genova cresce, diventa adulto. Impara a prendere in mano la propria vita. Diventa un esperto delle questioni contabili e del diritto, frequenta suo malgrado, Dottori, Avvocati, Ingegneri, si destreggia tra la lenta ed esasperante burocrazia della Pubblica Amministrazione. La notte non dorme per la preoccupazione di non farcela a pagare gli affitti o di non riuscire a dare lo stipendio ai suoi dipendenti. Sospira e pensa alla cara e rassicurante famiglia che non c’è più.

Ma poi, incrociando lo sguardo con i suoi compagni di viaggio, pensando a loro con gratitudine per questi dieci anni trascorsi insieme condividendo tutto ma proprio tutto, si commuove e pensa che chi si trova a dirigere un’associazione come la nostra, lo fa perché possiede motivazioni di umanità, solidarietà, perché si fa qualcosa per gli altri anche gratuitamente.

E il giovane DLF Genova di cose fatte e ben riuscite ne ha davvero molte.