L’ho letto e lo consiglio: “Oltre torrente” di Pino Cacucci

2017-09-07T12:03:43+00:007 settembre 2017|

di Gianpiero Anelli

Titolo: OLTRE TORRENTE
Autore: Pino Cacucci
Edizioni: Universale Economica Feltrinelli

Come prefazione all’opera troverete una poesia di Attilio Bertolucci e una pagina di Gramsci (11/2/1917) che tutti noi dovremmo leggere: “Odio gli indifferenti”.

Il testo di Cacucci, letto la prima volta una decina d’anni fa, mi ha nuovamente appassionato, emozionato, ma soprattutto inorgoglito perchè Parma, che considero la mia città di nascita anche se sono nato in provincia, ha saputo resistere per lungo tempo alle violenze e alle devastazioni delle squadre fasciste, merito principalmente degli “Arditi del Popolo”, organizzati da Guido Picelli nei quartieri operai dell’Oltretorrente.

Parma è stata l’ultima città italiana a cadere sotto il fascismo; è accaduto dopo la Marcia su Roma, la caduta del 2° governo Facta e la presa del potere di Mussolini.

Parma, 25 agosto 1972: alle 22.30 di fronte al Cinema Roma di Viale Tanara un gruppo di neofascisti aggredisce il diciannovenne Mariano Lupo, militante di Lotta Continua; il giovane viene colpito da una pugnalata al cuore e muore.

La notizia si diffonde in tutta Parma, in poco tempo le piazze si riempiono di persone inferocite, la polizia e i carabinieri non riescono a fermare la furia dei manifestanti che porta a scontri in diverse zone della città.

Il 28 agosto ai funerali di Mariano partecipa una folla impressionante in un’atmosfera tesa, commossa e indignata; molti piangono, ma nei loro occhi brilla anche l’orgoglio nel ricordo della Resistenza dell’Oltretorrente. Parma è viva!

Molti anziani presenti ricordano Guido Picelli, uno di loro ricorda quei giorni vissuti in prima persona e racconta le giornate nelle quali Parma insorse e resistette in quel lontano agosto 1922.

Nel testo troviamo due personaggi di primo piano del fascismo: Roberto Farinacci, ras di Cremona, e Italo Balbo di Ferrara, entrambi personaggi spesso scomodi al disegno di Mussolini, il quale intendeva conquistare l’Italia senza atti eclatanti che avrebbero potuto riunificare le altre forze politiche e fermare l’avanzata fascista. Tutti e tre dovettero ammettere che Parma era un nemico pericoloso, ma si trattava di un caso isolato!

Oltre a Picelli è da ricordare sicuramente Antonio Cieri, anarchico abruzzese, medaglia di bronzo al valor militare nella Prima Guerra Mondiale. Ferroviere che lavorava ad Ancona, viene trasferito a Parma per la sua attività politica. Qui conosce il socialista Picelli e ha inizio un’amicizia e una collaborazione politica che durerà per tutta la vita.

Picelli viene più volte arrestato, eletto deputato con l’appoggio di tutta Parma, viene scarcerato. Torna più volte nelle patrie galere, viene mandato al confino a Lipari e Lampedusa, dove aiuta diversi personaggi antifascisti come Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Fausto Nitti.

Terminato il confino riesce a riparare in Francia, poi si trasferisce nella Russia stalinista, ma rimane profondamente deluso. Nel frattempo scoppia la Guerra Civile in Spagna, Picelli e Cieri si ritrovano nel paese iberico, in città diverse, a lottare per difendere la Repubblica dalle truppe di Francisco Franco.

La città di Parma ha intitolato a Guido Picelli, personaggio straordinario, una piazza dell’Oltretorrente, in modo che possa servire da esempio alle future generazioni.

L’opera è risultata finalista del Premio Letteraio Paolo Volponti nel 2003. Pino Cacucci, nato ad Alessandria nel 1955, è un autore eclettico, le sue opere vanno dal romanzo giallo a saggi e testimonianze di carattere storico. Giornalista, scrittore, traduttore e viaggiatore, fra le sue opere ricordiamo “Puerto Escondido”, dal quale Gabriele Salvatores ha tratto il famoso film.

Copia dell’opera è presente nella biblioteca del DLF di Genova. Vi aspettiamo!