Progetto Scuola-Ferrovia: facciamo il punto

 

di Alessandro Cabella

Il Dopolavoro Ferroviario di Genova ha iniziato questa attività ormai da cinque anni, precisamente durante l’anno scolastico 2012/2013; è stata un’iniziativa voluta dal Dopolavoro Nazionale che ha incaricato le varie Associazioni territoriali disponibili a recepire e inserire, con il consenso degli Istituti, questa nuova forma di insegnamento didattico nelle scuole. Noi ci siamo subito attrezzati scegliendo prontamente docenti con esperienze lavorative (ingegneri, tecnici e persone specializzate) e insieme abbiamo preparato lezioni per le varie scuole e classi, svolgendo in aula o sugli impianti conferenze, sviluppate anche con supporti informatici tarate sulle basi di conoscenza scolastica degli studenti.

Nell’anno scolastico 2016/2017 abbiamo avuto contatti con tredici Istituti Scolastici interessando un totale di N° 702 studenti e 40 Docenti scolastici; sono state effettuate N° 8 visite impianti FS.

È fondamentale la collaborazione Scuola – Lavoro; scuola e impresa non devono essere due entità separate. I Progetti sono programmati e proposti in tempi e con modalità idonei in modo da garantire agli studenti un utile vantaggio informativo. Le modalità di informazione, apprendimento e orientamento con il Progetto” rispondono ai bisogni dei ragazzi: di istruzione e guida professionale.

La Regione Liguria (Ufficio Scolastico Regionale) già in precedenza negli anni dal 2003–4 iniziava simili sperimentazioni in collaborazione con le Camere di Commercio della Regione. L’iniziativa partiva con la denominazione Alternanza Scuola Lavoro, alla quale venivano coinvolte le scuole superiori con diverse centinaia di studenti.

Il Dopolavoro Ferroviario di Genova, trattando problemi di impresa di trasporto ferroviario, nel periodo precedentemente citato (nel quinquennio) dal 2012 al 2017, ha interessato nella provincia di Genova circa 30 Istituti Scolastici, entrando in relazione con oltre 3200 studenti negli ultimi cinque anni.

In questo periodo un nuovo impulso è stato dato dalla legge 107 del 2015 (c.d. “La buona Scuola”); detta legge che ora diventa operativa, prevede nel triennio 200 ore per le scuole e fino a 400 ore per gli Istituti Tecnici Scientifici. Abbiamo nelle scuole dei bravi ragazzi che sono risorse umane preziose; ad ogni percorso scolastico corrispondono delle aspettative, i giovani per entrare nel mondo del lavoro hanno bisogno di un percorso formativo: di Formazione; le Conoscenze le dà la scuola, le Competenze si imparano con il lavoro:

Conoscenze + Competenze = Formazione

La conoscenza è fondamentale, la competenza (esperienza) è importante. L’Alternativa Scuola Lavoro prevede stages, i quali possono essere realizzati (non tutti) anche in classe con un’impresa virtuale. Questo nuovo sistema di apprendimento è valutato anche dai Consigli di Classe.

I corsi sono progettati, richiesti, accettati e valutati dalla Istituzione Scolastica, come da convenzioni (D.L. gs 15 aprile 2005 n. Art. 1 – 2) e comprendono l’aspetto relativo alla tutela della salute e della sicurezza dei partecipanti (stessa legge Art. 3 – 4).

La legge 107 del 2015 inoltre prescrive obbligatoriamente di informare inizialmente gli studenti su quanto è stabilito dal DL 81 “Formazione sulla Sicurezza”.

L’Impresa Ferroviaria, per quanto riguarda gli aspetti tecnici, presenta difficoltà a organizzare stages nei posti di lavoro, impedisce agli studenti di operare personalmente su apparati tecnologici. Abbiamo superato il problema portando i ragazzi sugli impianti, attuando le dovute sicurezze sul lavoro, per percepire la realtà concreta dell’attività lavorativa eseguita dai nostri tecnici. La Scuola insegna, i bravi studenti fanno propri gli insegnamenti, ma anche guardando si impara.

Venire a conoscenza del lavoro e l’apprendimento dello stesso, legato alle diverse discipline, costituiscono il risultato di un processo che si acquisisce in modo non formale rispetto alla didattica precedente e consente un risultato formativo degli studenti riconoscendo a loro un potenziale successo.

Termino con una citazione di un poeta francese, Emile Auguste Chartier, autore di saggi sulle diverse questioni sociali:

 

Sapere e non fare ciò che si sa
è peggio che ignorare

Ringraziamenti: ringrazio il dott. Benedetto Maffezzini dell’Ufficio Scolastico della Liguria, per aver appreso da una Sua interessante conferenza alcune considerazioni riportate nel presente testo.