Importanza, suggestioni, emozioni del ciclismo

di Sergio Coppellotti

A me piace moltissimo leggere, ed alcuni giorni or sono mi è capitato fra le mani un piccolo libro dal titolo “Strade” composto di sei racconti brevi di vari autori. Uno di questi, scritto da Candido Cannavò, parlava del giro d’Italia appena finita la guerra nell’anno 1946. Due uomini il direttore della Gazzetta dello sport, Bruno Roghi ed il patron della corsa rosa Armando Cougnet ebbero la folle idea di organizzare il primo giro d’Italia dopo il conflitto. Percorso di 3345 km. Immaginate le strade dopo i bombardamenti aerei e la distruzione operata dalle truppe tedesche in ritirata, eppure ottimisticamente Cuognet scriveva “2500 sono asfaltati, di cui 1500 ottimi, 500 buoni, 500 discreti ma con vistose screpolature. Gli altri 1000 km non hanno asfalto. Una parte di essi sono polverosi, soprattutto quelli delle montagne”. Quei corridori, specialmente dopo essere stati fra mille peripezie a Trieste, ritornata italiana, venivano accolti al loro passaggio da una folla smisurata e alle finestre sventolavano i tricolori. Era il segnale che l’Italia si era riunificata e stava ripartendo grazie al ciclismo. E che dire della vittoria di Bartali al Tour de France del 1948? Gli storici affermano che fu quella vittoria a salvare l’Italia dalla rivoluzione dopo i disordini avvenuti per l’attentato a Palmiro Togliatti. Senza citare altri mille episodi ritengo che ci sia una grande analogia fra la fatica che fa il ciclista per raggiungere il traguardo e la fatica del percorso della vita di ognuno di noi.

Il gruppo ciclismo del DLF molto più modestamente fa sapere che sono aperte le iscrizioni alla stagione 2017 e che i percorsi sono già stati decisi. Come sempre attendiamo il calendario UISP per stilare il nostro onde evitare concomitanze. Chi è interessato può partecipare a qualche facile escursione con alcuni componenti del gruppo. Per informazioni rivolgersi a:

FICCO VINCENZO 349 138 4183

COPPELLOTTI SERGIO 338 352 1463

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