L’ho letto e lo consiglio – “A meglia parola – Liguria terra di ‘ndrangheta” di Marco Grasso e Matteo Indice

di Gianpiero Anelli

“A meglia parola” – Liguria Terra di ‘ndrangheta

di Marco Grasso e Matteo Indice

De Ferrari Editore

05b89be188Testo crudo, difficile da digerire ma che tutti gli abitanti della Liguria dovrebbero leggere perché serve, da un lato a riportare i cittadini liguri alla realtà, a risvegliarli da una “sonnolente e colpevole indifferenza”, dall’altro alle istituzioni perché presidino in maniera più attenta i territori, collaborino maggiormente ed intervengano prontamente al fine di “estirpare la malapianta”, che ha fatto della nostra meravigliosa Liguria la “regione più mafiosa del Nord Italia” e sesta a livello nazionale.

L’opera è un resoconto di fatti reali, personaggi, situazioni e date che ci fanno capire la deriva regionale del dopoguerra ad oggi. I segnali non erano certamente mancati specialmente dopo l’arresto di Alberto Teardo, Presidente della Regione Liguria nel 1983. Ma la parola d’ordine continuava ad essere per le Istituzioni e la maggioranza dei cittadini: “La mafia in Liguria non esiste!”

Un grande e sincero ringraziamento a Marco e Matteo, autori dell’opera, entrambi giornalisti de Il Secolo XIX che hanno avuto il coraggio di mettere le carte in tavola in modo che nessuno possa dire “io non sapevo”, gli alibi sono finiti! Il libro nasce da una grande passione e amore per la propria terra: denunciando i mali della Liguria, gli autori rivelano un attaccamento profondo e la speranza di contribuire alla soluzione dei problemi. Il testo è arricchito da 16 pagine di foto. Imperdibili!

Leggendo più volte il libro non posso esimermi da due considerazioni di valenza nazionale:

  1. Il reato di associazione per delinquere di stampo  mafioso viene introdotto solo il 13/9/1982 (legge Rognoni – La Torre), sull’onda dello sdegno provocato dall’omicidio del Gen. Dalla Chiesa. L’aggiunta dello “scambio elettorale politico mafioso”, solo dopo il massacro dei Magistrati Falcone e Borsellino e delle loro scorte (1992). Abbiamo la prova inconfutabile che per “svegliare un Paese profondamente malato” occorre che le persone che si battono per la giustizia e la legalità perdano la vita. Messaggio, a mio parere, di un Paese incivile dove dominano l’egoismo e la corruzione.
  2. Tra le organizzazioni mafiose la ‘ndrangheta è sicuramente quella più pericolosa, in quanto ha una struttura che associa una rigida gerarchia ad una vasta autonomia delle cellule presenti sul territorio. Il suo carattere specifico è il vincolo familiare, il vero punto di forza che l’ha portata ad essere la mafia pi potente del mondo, proprio per il legame di sangue che l’ha resa più impermeabile di altre ai pentimenti e alle defezioni.

Tornando alla Liguria ricordiamo due fatti di importanza diversa che ci fanno però riflettere profondamente:

  • dopo il caso Bardonecchia, la Liguria è l’unica regione del Nord che ha subito l’affronto dello scioglimento di comuni per mafia;
  • un “personaggio”, emigrato dalla Calabria a Ventimiglia nel 1947 nonostante un curriculum tutt’altro che esemplare e le informazioni di polizia e carabinieri, è stato insignito del cavalierato al merito della Repubblica! Purtroppo non è una barzelletta!

Fortunatamente qualcosa si muove anche nella nostra regione e questo ci fa essere cautamente ottimisti; le potenzialità non mancano, dobbiamo tutti avere “memoria storica” e lottare contro il malaffare:

  • dal 2012 il Procuratore Capo Di Lecce ha rivoluzionato il mondo della Polizia e della Magistratura facendo “una buona pulizia” a livello regionale;
  • nel 2011 un gruppo di studenti si sono tassati per ospitare lo spettacolo antimafia di Fabrizio Matteini, autore e interprete di “Ma che ci fa la  mafia a Genova?”;
  • il 17/3/2012 ragazzi e ragazze di tutta Italia, organizzate dall’Associazione “Libera”, dopo il raduno al Porto Antico hanno sfilato per Genova e manifestato per la legalità;
  • fine 2012: gli studenti del Convitto Colombo hanno organizzato un’assemblea autogestita sulla legalità e le mafie;

La prefazione di Ferruccio Sansa è un piccolo capolavoro che “ti costringe” a leggere attentamente e a riflettere; ti convince che anche tu puoi fare qualcosa di importante per sconfiggere la mafia.

Alcune considerazioni, che peraltro condivido pienamente, mi hanno colpito:

  • “il ritratto di una terra, il cui pragmatismo se spinto all’eccesso rischia di diventare cinismo, peggio complicità”;
  • “una regione dove si è perso troppo spesso di vista il bene comune e la passione civile si è via via affievolita”;
  • “la riservatezza ligure, se malintesa, se usata come alibi rischia di fare rima con omertà”;

Vi consiglio di leggere questo libro quando il grande caldo è passato; occorre un clima fresco, mite in quanto leggendolo “vi scalderete molto”! Buona lettura.