Questa piantina fiorisce in primavera e la troviamo in presenza di terreni molto umidi, paludosi, in riva a ruscelli ed è forse la più antica pianta del nostro pianeta: ne sono stati rintracciati resti fossili datati 400 milioni di anni, molto prima dell’avvento dei dinosauri. Narra la leggenda che il diavolo, geloso di tutte le piante create da Dio, ne volle creare una tutta sua ma, giudicando il risultato piuttosto deludente a confronto del variopinto mondo vegetale, nottetempo prese un fiore da una, le foglie da altre e il profumo da altre ancora aggiungendoli alla sua.
Dio, però, se ne accorse e la spogliò di tutto quanto aggiunto dal diavolo restituendogliela com’era in origine e ordinandogli: “Interrala così e noi tutti la chiameremo erba del diavolo”.
In medicina popolare: già 5.000 anni fa l’equiseto era conosciuto per le sue proprietà terapeutiche, i Sumeri usavano quest’erba per curare le ferite dei soldati dopo le battaglie e più tardi, a Roma, i medici di Nerone cominciarono a studiarla scoprendo le sue proprietà ancor’oggi apprezzate in erboristeria.
Se chiedi al contadino ti dirà che il nonno di suo nonno, per tonificarsi, ne assumeva mezzo cucchiaio di polvere unito a un cucchiaio di miele, tutte le mattine per un mese: da provare.
In Fitoterapia: le droghe della pianta sono il fusto, il rizoma (quella parte di radice che corre orizzontale nel terreno) e tutte le parti aeree, mentre la raccolta è in primavera facendolo essiccare all’aria aperta.
I principii attivi estratti si riferiscono al silicio ed ai sali di potassio ed esprimono proprietà remineralizzanti, diuretiche e antinfiammatorie. Metodo di utilizzo: infuso per smaltire accumulo di tossine, favorire la diuresi e contro l’osteoporosi; decotto per contrastare l’epistassi e i polipi al naso.
In veterinaria: non deve essere mai presente nel fieno del bestiame perché causa infezioni intestinali.
In cosmesi e altri usi: il macerato serve come maschera di bellezza serale contro rughe di viso e collo. Inoltre, la sua ruvidezza è utile per la lucidatura di legni e metalli e contro la ruggine.
In cucina: in passato molte famiglie contadine lo consumavano impanato e fritto, condito con aceto.
Oggi vi proponiamo:
POLPETTINE GRATINATE DI EQUISETO.
Ingredienti: 400 gr di fusti di equiseto (giovani), 200 gr ricotta, 1 cucchiaio di formaggio grattugiato, 6 cucchiai di pan grattato, 1 spicchio d’aglio, uova, sale q.b., peperoncino (opzionale). Preparazione: pulite e lavate l’equiseto, cuocetelo “al dente” e scolatelo; tritatelo con uno spicchio d’aglio poi, al trito, aggiungere 200 gr ricotta, 1 cucchiaio di formaggio grattugiato, 6 cucchiai di pan grattato, sale e le uova (quante necessarie per ottenere un impasto gestibile). Preparate delle polpettine schiacciate e immergetele in acqua bollente per 3’; poi scolatele e ponetele in una pirofila imburrata, aggiungete riccioli di burro e infornate per gratinare sorvegliando la doratura.